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Comunicato stampa Enohobby

L’Assemblea dei soci di Enohobby Club Napoli ha proceduto al rinnovo delle cariche sociali eleggendo, per acclamazione, il prof. Piero Ferretti, a nuovo Presidente. Eletti quali componenti il Consiglio Direttivo: Nino Scognamiglio, Raffaele Beato, Nino Catuogno, Nicola Sallustio, Roberto Coniglio e Michela Guadagno.
Nel corso dei lavori assembleari sono state rivolte numerose testimonianze di stima per Lya Ferretti, indimenticabile Presidente del glorioso Club napoletano.
Il neo-presidente, nel corso di un breve saluto alla platea sociale ha rivolto un commosso pensiero alla madre “ineguagliabile esempio di dedizione per la crescita d’immagine e di qualità del glorioso club napoletano”.

Foto: Fonte M. Guadagno

UN PROGETTO DELL'OSSERVATORIO APPENNINO MERIDIONALE SUL TARTUFO

Con Decreto dirigenziale n. 230/2010 il Settore Foreste, Caccia e Pesca ha dato il via al Progetto “Lineamenti per l’ottimizzazione dell’economia del tartufo”, impegnando l’Osservatorio dell’Appennino Meridionale (Consorzio fra Regione Campania ed Università degli Studi di Salerno) a porre in essere una serie di azioni di valorizzazione della filiera tartuficola campana.
Il progetto vede la partecipazione anche delle Associazioni dei Raccoglitori accreditate dalla Regione Campania e il coinvolgimento delle competenti Commissioni provinciali sul Tartufo. Un primo passo per la costituzione di un Tavolo regionale della filiera sotto l’egida dell’Assessore all’Agricoltura.
Oltre che per la chiarezza degli obiettivi prefissati, il progetto, si caratterizza per la collaborazione tra l’Osservatorio ed il Settore regionale delle Foreste ed il SESIRCA, conferendo nuovo vigore ad un settore che, nel tempo, ha assunto notevole incidenza nella formazione del reddito delle aree interne della regione.
Esperita la fase di consultazione e di monitoraggio sui territori, la fase esecutiva prevede una serie di iniziative a carattere promozionale che si dispiegheranno nel corso del 2011.

Per notizie di dettaglio afferenti la produzione del tartufo in campania fare riferimento a:

Birra artigianale campana - Cioccolato artigianale campano

Mostra 22/10/2010 - 16/01/2010 - Museo duca di Martina - Napoli

Fiera "Birra artigianale campana" 22-24 e 29-31 ottobre 2010,  "Cioccolato artigianale campano" 4-7 novembre 2010

Parco della Floridiana  Napoli

Intervento del prof. Raffaele Beato, Direttore dell'Osservatorio. (vedi allegato)

Cio'bì in Floridiana:  quando cioccolato e birra diventano arte

Museo Duca di Martina - Villa Floridiana

           Giorni e orari di apertura

           Fiera: birra 22, 23, 24 e 29, 30, 31 ottobre 2010
                      cioccolato dal 4 al 7 novembre 2010
           Orari: 10.00 - 19.00

           Mostra: 22 ottobre 2010 - 16 gennaio 2011
           Orari: 8.30 - 14.00, chiuso il martedì
                      10.00 - 19.00 nei giorni di apertura delle fiere

Venerdì 22 ottobre 2010, alle ore 10, nella Villa Floridiana di Napoli, apre al pubblico la manifestazione “Cio’Bì in Floridiana:quando cioccolato e birra diventano arte”, un affascinante itinerario dedicato alla birra e al cioccolato tra storia, arte e produzione artigianale campana. L’evento si articola in due momenti: venerdì 22 ottobre apre la mostra d’arte dedicata ai due temi della rassegna (fino al 16 gennaio) e ha inizio la fiera della birra, che si svolgerà nei due ultimi week end di ottobre (dal 22 al 24 e dal 29 al 31), seguirà, dal 4 al 7 novembre, la fiera del cioccolato.

 Parco di Villa Floridiana e Museo Duca di Martina
via Cimarosa 77 | via Aniello Falcone 171
80127 Napoli

 

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Lya Ferretti: l'Osservatorio perde un'amica, il mondo enogastronomico un riferimento.

Lya Vitale Ferretti nasce a Palermo da madre siciliana e padre napoletano. Ancor prima dell'età scolare, la famiglia rientra a Napoli, città elettiva della giovane Rosalia in cui compirà l'intero ciclo di studi fino a laurearsi all'Istituto Orientale. Scrittrice di talento impegnata sulle principali riviste nazionali, avvia un sodalizio culturale ed affettivo con Domenico Ferretti, cultore dell'ospitalità alberghiera e giovane direttore di albergo. Lya lo seguirà in numerose esperienze, dalla catena alberghiera dei Sensi, prima a Roma, poi nelle Marche, fino alla realizzazione del Grand Hotel Ferretti a Diamante in Calabria.

L'immatura perdita del compagno amato costringe Lya a farsi carico della gestione del Ferretti e, nel contempo a continuare l'insegnamento nelle scuole alberghiere napoletane. Scrittice feconda, ha realizzato numerose pubblicazioni ad uso scolastico per l'editore Cappelli, l'ultima delle quali congiuntamente al figlio Piero.

Richiestissima affabulatrice nelle conferenze sul tema dell'enogastronomia e dell'ospitalità turistica, Lya Ferretti è stata la prima giornalista a condurre una trasmissione enogastronomica, in radio come in televisione con Carnacina e poi con Veronelli.

Ricchissimo il palmares istituzionale. Presidente dell'Enohobby Club di Napoli, primaria imprenditrice dell'AIDDA, sommelier onoraria, ambasciatrice dell'AMIRA e Consultrice dell'Accademia della Cucina Italiana.

Ha ideato il noto "Concorso qualità - prezzo", collegandolo ai grandi crus dell'Appennino Meridionale, consorzio del quale è stata componente del Comitato Tecnico Scientifico.

Memorabile la letio magistralis condotta a New York al seguito della delegazione ufficiale della regione Campania.

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Riunione di Lavoro

Presso l'Osservatorio dell'Appennino Meridionale, il 12 ottobre p.v. dalle ore 10.00 si terrà una riunione di lavoro a seguito di precedenti incontri, su il seguente oggetto: "Lineamenti per l'ottimizzazione dell'economia del tartufo". Sono stati invitati tutti gli Enti e le Associazioni interessate.

11 ottobre 2010 - Interventi del Convegno

Il giorno 11 ottobre 2010 alle ore 09:30 presso l’Aula delle Conferenze dell’Osservatorio Appennino Meridionale - Via ponte don Melillo - Università degli Studi di Salerno - Campus di Fisciano (SA)  si è tenuto il convegno-dibattito “Lineamenti strategici per la valorizzazione delle Filiera Foresta – Legno - Energia in areali appenninici.”


PHOTOGALLERY DEL CONVEGNO

DI SEGUITO RIPORTIAMO GLI INTERVENTI

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Convegno - Dibattito: Filiera Foresta - Legno - Energia

Il giorno 11 ottobre 2010 alle ore 09:30 presso l’Aula delle Conferenze dell’Osservatorio Appennino Meridionale - Via ponte don Melillo - Università degli Studi di Salerno - Campus di Fisciano (SA)

Si terrà il convegno-dibattito “Lineamenti strategici per la valorizzazione delle Filiera Foresta – Legno - Energia in areali appenninici.”

L’occasione del Convegno costituisce una felice circostanza per presentare una breve sintesi inerente la fattibilità di azioni di valorizzazione e sviluppo delle risorse agro-forestali finalizzate all’attuazione di una filiera foresta – legno – energia.

L’obiettivo principale è quello di porre a disposizione di Enti, Istituzioni, Imprese spunti e lineamenti afferenti comparti e settori dell’economia collinare e montana intorno ai quali sviluppare confronti e definire proposte utili per programmi e progetti esecutivi.

Un atto di sensibilità nei confronti delle popolazioni a presidio dell’Appennino Campano ma, soprattutto, un indirizzo teso a favorire attività economiche eco-compatibili e in linea con la ricerca di energie alternative all’abuso di fonti inquinanti.

Il Programma:

Ore 9,30

SALUTI:

Raimondo Pasquino

MAGNIFICO RETTORE UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SALERNO

 

APERTURA DEI LAVORI:

Aurelio Tommasetti

Presidente del Consorzio Osservatorio Appennino Meridionale

 Giuseppe Allocca

Coordinatore Area Generale di Coordinamento Attività Settore Primario - Regione Campania

 

Ore 10,00

 INTRODUCE:

Raffaele Beato

Direttore del Consorzio Osservatorio Appennino Meridionale

“Lineamenti strategici per la valorizzazione delle Filiera Foresta - Legno - Energia in areali appenninici.”

 

MODERATORE:

Daniela Lombardo

Dirigente Settore Foreste, Caccia e Pesca – Regione Campania

 

RELAZIONI:

Massimo Fagnano , Fabrizio Quaglietta Chiarandà

Università degli Studi di Napoli Federico II – Dipartimento di Ingegneria Agraria ed Agronomia del Territorio

“Prospettive di coltivazione di biomasse forestali ad usoenergetico in Campania”


 Luigi Todaro

Università degli Studi della Basilicata – Dipartimento di Scienze dei Sistemi Colturali, Forestali e dell'Ambiente

“Tecniche di gestione/recupero di biomasse forestali ad uso energetico”


 Antonio Saracino

Università degli Studi di Napoli Federico II - Dipartimento di Arboricoltura, Botanica e Patologia Vegetale

“Specie forestali ad uso energetico nell'Azienda regionale: risultati del primo ciclo di coltivazione”

 

Daniela Lombardo

Dirigente Settore Foreste, Caccia e Pesca – Regione Campania

La Regione Campania per la filiera foresta-legno-energia: le misure del PSR 2007-2013 e l’impianto di teleriscaldamento a cippato in Azienda Improsta in attuazione del programma Nazionale Biocostubili”

 

INTERVIENE:

Vincenzo Luciano

Consigliere Uncem nazionale responsabile e forestazione e contrattazione con personale idraulico forestale

 

DIBATTITO E CONCLUSIONI:

Vito Amendolara

Assessore Agricoltura - Regione Campania

 

Lineamenti strategici per la valorizzazione delle Filiera Foresta – Legno - Energia in areali appenninici


Consorzio Osservatorio Appennino Meridionale

Università degli Studi di Salerno

Via Ponte Don Melillo – 84084 Fisciano (SA)

Tel. +39 089.963217

e-mail amministrazione.appennino@unisa.it    

www.appennino.unisa.it

 

Tavola rotonda a Colliano

Durante la manifestazione 14a MOSTRA MERCATO DEL TARTUFO E DEI PRODOTTI TIPICI LOCALI, che si terrà a Colliano nei giorni 8 - 9 e 10 ottobre p.v., ci sarà una importante tavola rotonda dalle ore 18.00 di sabato 9 ottobre dal titolo:

"La nuova sfida dell'agricoltura per le aree interne: valorizzare i prodotti del territorio e tutelare ambiente e paesaggio"

SALUTI
Dr.ssa Antonetta LETTIERI
Sindaco del Comune di Colliano

Dr. Gerardo STROLLO
Assessore al Turismo ed Attività Produttive del Comune di Colliano


Rag. Mauro IANNARELLA
Presidente Associazione Pro Loco Colliano


INTERVENTI:

Dr. Raffaele BEATO
Direttore Osservatorio Appennino Meridionale


Dr. Italo SANTANGELO
Assessorato Agricoltura Regione Campania – SeSIRCA – Responsabile Valorizzazione


Dr. Luca BRANCA
Vice Presidente “Associazione Tartufai Monti Picentini”


Dr. Giovanni CAGGIANO
Presidente Comunità Montana Tanagro – Alto e Medio Sele


Dr. Antonio MARINO
Direttore della Banca di Credito Cooperativo di Aquara


Prof. Aurelio TOMMASETTI
Presidente Osservatorio Appennino Meridionale
Ordinario di Economia Aziendale presso l’Università degli Studi di Salerno
Direttore del Dipartimento di Studi e Ricerche Aziendali presso l’Università degli Studi di Salerno


Dr. Mario MIANO
Assessore all’Agricoltura, Foreste, Incendi boschivi, Tutela degli animali della Provincia di Salerno


CONCLUSIONI:

Dr. Vito AMENDOLARA
Assessore all’Agricoltura, Sicurezza alimentare, Piano di Sviluppo Rurale, Pesca della Regione Campania


MODERA
Dr.ssa Iranna DE FEO
Giornalista de “Il quotidiano della Basilicata” e “L’informatore agricolo” – Referente ARGA Basilicata

 

Brochure Tavola rotonda Tartufo

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Convention d'Autunno 2010 delle Città del Vino

BENEVENTO E PROVINCIA
16-19 SETTEMBRE 2010

 Annuale appuntamento autunnale della convention dell'Associazione delle Città del Vino.

Interverrà il prof. Aurelio Tommasetti, Dipartimento di Studi e ricerche aziendali, Università di Salerno, Presidente dell'Osservatorio, sul tema del Convegno: Vino e territorio: contributi e suggestioni per sopravvivere alla crisi e rilanciare”.

 Consultare il link di seguito per eventuali aggiornamenti.

 http://www.cittadelvino.it/it/news/convention-dautunno-2010-delle-citt%C3%A0-del-vino


A PROPOSITO DI MOZZARELLA...: UNA VITTIMA DEL FEDERALISMO?

 

A PROPOSITO DI MOZZARELLA...

di Aurelio Tommasetti

            Le questioni della sicurezza alimentare, i controlli di filiera e la certificazione di qualità, costituiscono parte rilevante delle finalità istituzionali dell’Osservatorio dell’Appennino Meridionale. Peraltro, la quasi totalità dei prodotti tradizionali e a denominazione d’origine, trova nella zona collinare-montana della Campania l’incontaminato territorio di produzione.

            Abbassare le soglie di garanzia igienico-sanitarie si tradurrebbe in un ulteriore fattore di crisi di economie già di per se compromesse da carenze strutturali e gestionali. Ciò  rende indispensabile ogni sforzo teso alla divulgazione dei prodotti tipici collegati alla tradizione e distinti a mezzo tracciabilità territoriale e processi di produzione regolamentati.

            In questi giorni la scandalosa vicenda delle mozzarelle blu made in Germany ha rischiato di compromettere l’immagine e la commercializzazione dell’intera produzione del comparto. Si tratta di una economia strategica per migliaia di operatori della filiera lattiero - casearia, un fattore di criticità che ha spinto Raffaele Beato, Direttore dell’Osservatorio, a chiedere ospitalità al quotidiano economico “Il denaro” per la pubblicazione dell’articolo che segue. Un serio contributo di chiarezza utile per fare la differenza tra  il nostro oro bianco Dop e le quantità industriali di  “mozzarelle”che invadono il mercato con buona pace delle norme di sicurezza alimentari e dell’Agenzia Europea a ciò preposta.

 

LA MOZZARELLA: UNA VITTIMA DEL FEDERALISMO ?

di Raffaele Beato

 

E’ appena il caso di smorzare una sterile polemica sull’origine della mozzarella di bufala che,in una amena affermazione del ministro Maroni, si scopre essere di origini lombarde. D’altra parte se negli Stati Uniti c’è la convinzione che la pizza sia una pietanza “made in USA” perché mai la mozzarella non possa essere milanese ?. Amenità di un agropirateria culturale che è persino più devastante dei diecimila falsi prodotti italiani diffusi all’estero. Pensate, se quella mozzarella prodotta in Germania e venduta in Italia (!) non fosse diventata blu, migliaia di quintali di questo  inaggettivabile prodotto avrebbero continuato ad invadere i banchi dei discount a prezzo basso e rischio alimentare altissimo. Ci si domanda quando la Comunità Europea vieterà di etichettare come “mozzarella” qualsiasi intruglio fatto di fermenti e pasta refrigerata e di cosa si occupino gli organismi garanti della nostra sicurezza alimentare se la mozzarella blu giunge così facilmente sulle nostre tavole. Al Ministro leghista consiglieremmo maggiori approfondimenti e minori esemplificazioni. E’ pur vero che nella “Storia dei Longobardi” si racconta che il bufalo, originario dell’India Orientale, sia giunto in Campania al seguito di Aginulfo, ma è altrettanto documentato che gli allevamenti bufalini abbiano preso origine nelle campagne romane al tempo delle Crociate. In entrambi i casi al possente animale venivano relegati compiti di fatica nei campi e di trasporto di masserizie al seguito delle truppe. Diversa è la questione dell’utilizzo del latte di bufala per la produzione delle “mozze”. Gli studiosi dell’Università degli Studi di Napoli affermano che il bufalo campano costituisca una razza a parte, quella mediterranea, che vive da secoli allo stato libero in terre paludose dal clima temperato. Nell’anno 1000, anche in Campania le mandrie venivano adoperate per l’aratura dei campi per l’enorme forza sviluppata dalla possente muscolatura, furono poi i monaci benedettini del Monastero di Capua a scoprire le preziose qualità del latte di bufalo e a produrre le prime “mozze”. Era l’anno 1200.

            La mozzarella già nel 1600 era quotata nella borsa-merci di Napoli e Capua con un valore che poteva cambiare ogni giorno in relazione alle quantità disponibili. Insomma, una celebrità fin dai primi passi sulle tavole dei buongustai e tale rimarrà fino ai nostri giorni  ad onta dei ripetuti tentativi di discredito.

            In Campania la mozzarella ha ottenuto il riconoscimento della denominazione di Origine Protetta (D.O.P.) dall’Unione Europea. E’ prodotta secondo un rigoroso disciplinare approvato dal Governo italiano con un nome specifico: “Mozzarella di Bufala Campana D.O.P.” con un marchio di riconoscibilità impresso sugli incarti, una bufala stilizzata con i colori d’Italia.

Si tratta di  garanzie necessarie perché fuori dalla Campania l’industria lattiero-casearia produce quantità industriali di “mozzarelle” che però non obbediscono  a disciplinari specifici. Nel migliore dei casi  sono fatte con latte vaccino ed hanno consistenza e sapore del tutto diverso da quella “campana D.O.P.” che – rigorosamente – dovrà ottenersi con latte di bufala al 100% lavorato appena munto.

            Del tutto spettacolare è la metodologia di preparazione della mozzarella di bufala: al latte, appena munto e pastorizzato, vengono aggiunti i fermenti lattici e il caglio. Dopo mezz’ora si riduce la massa lattiginosa in piccoli grumi lasciandola  “maturare” per quattro ore sotto un siero di latte ben caldo. Se ne otterrà una pasta dotata di tenue elasticità da rimescolare in tini di legno in acqua bollente a 100 gradi fino ad ottenersi un formaggio a pasta filata che le mani esperte del casaro mozzeranno in diversi formati: da qui il nome “mozzarella”. Raffreddata, successivamente, in acqua fredda la mozzarella passerà, per pochi minuti, nelle vasche di salatura per poi raggiungere i mercati del mondo.

            Una buona mozzarella di bufala potrà essere riconosciuta conoscendo le principali caratteristiche della genuinità. Infatti la forma dovrà essere perfettamente globosa, la crosta liscia e lucente come porcellana.. Compressa la sfera dovrà rivelare elasticità e consistenza e al taglio presentare pasta uniforme e compatta con scarsa “occhiatura” e una inevitabile goccia di latte che cola alla  pressione del coltello. Il sapore sarà delizioso, gradevolmente acidulo, con sentore di muschio e odori di foraggio fresco.

            La mozzarella di bufala campana D.O.P. ha un territorio di produzione che, essenzialmente, in Campania è costituito al 70% dalle campagne della provincia di Caserta. A Capua ed Aversa la produzione viene realizzata direttamente nelle “bufalare” intorno ai poderi coltivati ad erba-medica e a mais.

            Il restante 25% viene prodotto in provincia di Salerno nella Piana del Sele e solo il 5% in alcuni comuni del beneventano e della provincia napoletana.

            Quella tra Caserta e Salerno è una antica rivalità in fatto di mozzarella, ognuno dei contendenti ritiene di farne di migliori. In realtà, essendo regolato da un disciplinare, il sistema di produzione è del tutto identico e ciò che fa la differenza nel sapore è il diverso sistema di alimentazione delle bufale in lattazione. A Caserta la mozzarella è più intrisa dei profumi di foraggere forti e muschiose, più rustica e saporosa. Quella della Piana del Sele è, per i diversi ordinamenti colturali, più aristocratica e leggera affidando le emozioni al solo sapore del latte e dei fermenti. Due scuole con una missione: superarsi!

 

AL VIA IL PROGETTO PER LA VALORIZZAZIONE DEI TARTUFI CAMPANI

Giovedì 10 giugno.

Incontro tra lo staff operativo dell’Osservatorio e la dirigenza dell’Assessorato Agricoltura e Foreste della Regione Campania.

La riunione prevede una prima fase preparatoria per lo startup del “Progetto per la valorizzazione della Tartuficoltura” nei territori dell’Alto e Medio Sele e nell’areale di Bagnoli Irpino. Assicurata la condivisione del settore Foreste, i tecnici dell’Osservatorio opereranno di intesa con i settori dedicati dell’Assessorato, Sesirca e Foreste.

Prevista una valutazione comune con le Associazioni dei Tartuficoltori delle province campane e le rappresentanze dei rispettivi Enti Provinciali a ciò delegati. Sede di riferimento sarà l’Osservatorio dell’Appennino Meridionale nel Campus dell’Università degli Studi di Salerno in Fisciano.

CRUS... UN SUCCESSO CON AMPIE PROSPETTIVE

Grande apprezzamento degli addetti al settore vitivinicolo per il progetto “I Crus dell’Appennino Meridionale”.

Il rigore della indagine – ideata e diretta da Raffaele Beato – e la poliedricità degli obiettivi hanno consentito di monitorare centinaia di tipologie di “Crus” originati da vitigni autoctoni, vinificazioni in purezza e certificazioni validate da Assoenologi e Centro di Ricerca Agroalimentare (Prodal) dell’Università degli Studi di Salerno.

In due anni è stato raggiunto l’obiettivo di certificare 38 crus, insignirli del marchio “Appenninodivino” e produrre numerose e qualificate azioni di valorizzazione. Di certo il Progetto avrà una periodica continuità sotto gli auspici della Regione Campania e del Ministero delle Politiche Agricole.

Suggestiva l’ipotesi di applicare il metodo di controllo “origine e qualità” fuori dalla regione Campania. In effetti, mentre fervono i contatti per una ripresa di azioni comuni con le regioni Basilicata e Molise, è giunta, attraverso l’autorevole voce del Prof. Giancarlo Moschetti dell’Università di Palermo, una manifestazione di interesse per proporre “Crus” alla provincia regionale di Trapani, ideale “terroir” di vitigni in quota ed eccezionale qualità enoica.

Referente del marchio Eduardo Martuscelli.

CENTO (E PIÙ) ANNI DI STORIA IN UN BICCHIERE

Originato dal Programma di ricerca, indagine e certificazione dei “Crus dell’Appennino Campano”, il nuovo Progetto “Vigne Storiche” è entrato nella fase di realizzazione che si concluderà nel 2011.

Obiettivo della iniziativa è una diffusa acquisizione dei dati relativi alla coltivazione e vinificazione delle uve originate da vitigni autoctoni secolari, ancora presenti nelle nostre aree viticole. Si tratta di un lavoro sinergico attuato tra l’Osservatorio, responsabile del Progetto, e il Sesirca - Assessorato Regione Campania.

Non sfugge il suggestivo motivo conduttore del piano attuativo che prevede il coinvolgimento degli Stapa-Cepica delle province campane e una riprova di attenzione e disponibilità dei “Vignerous” della regione.

Di alto livello il Comitato Tecnico Scientifico che si avvarrà del coordinamento di Raffaele Beato, direttore dell’Osservatorio, di Pasquale Di Lena, Michele Manzo e dei contributi delle Università Federico II e di Salerno. Coordinatore territoriale Francesco Ceravolo, referente per le analisi di convenienza economica Annamaria Lacerra.

Sul sito www.appennino.unisa.it saranno pubblicati i risultati delle varie fasi del monitoraggio.

28 maggio 2010 - Premiazione vincitori del confronto "qualità/prezzo"

Il confronto qualità - prezzo è un evento sinergico tra l'OSSERVATORIO DELL'APPENNINO MERIDIONALE ed ENOHOBBY club di Napoli.

Il giorno 28 maggio presso la sede del quotidiano "Il Denaro", in piazza dei Martiri a Napoli, saranno premiati i vini "CRUS dell'Appennino", vincitori del confronto qualità - prezzo.

Seguirà una tavola rotonda sul tema "Qualità e prezzo in rapporto alla domanda sul mercato interno ed estero", coordinatore Raffaele Beato.

Parteciperanno Giorgio Donsì del Prodal dell'Università degli studi di Salerno, Aurelio Tommasetti del Dipartimento di Economia aziendale dell'Università degli studi di Salerno, Manuela Piancastelli giornalista enogastronoma e Giancarlo Moschetti dell'Università degli studi di Palermo.

Conclusioni di Alfonso Ruffo, direttore de  "Il Denaro".

22 maggio 2010 PROTOCOLLO D'INTESA SUI CRUS DELL'APPENNINO CAMPANO

Giunto alla decima edizione il Concorso Qualità-Prezzo di Enohobby Club di Napoli ha scelto i Crus del Sannio-Beneventano e di Terra di Lavoro per affidare ad un autorevole Commissione di esperti presieduta da Lya Ferretti, il compito di stabilire quali siano i crus delle province di Benevento e Caserta in grado di esprimere il miglior rapporto tra la qualità e la convenienza all’acquisto.

Sabato 22 maggio, presso l’H. Parker dei fratelli Avallone si terranno le degustazioni sensoriali dei 19 vini insigniti dei crus 2010 prodotti dalle aziende che hanno aderito all’impegnativo confronto.

La commissione annovera  autorevoli tecnici nelle persone degli enologi, Roberto Di Meo, Angelo Pizzi, Carmelo Ferrara e Francesco Martusciello, dei giornalisti Manuela Piancastelli, Giuseppe Di Girolamo e Lidia Merola, di Tommaso Luongo e Michela Guadagno dell’Ais, Rosario Russo dell’Enoteca Partenopea, del Prof. Aurelio Tommasetti  dell’Università di Salerno, nonché di Agostino Catuogno di Enohobby. Presiede la scrittrice Lya Ferretti, presidente  di Enohobby Club di Napoli.

Le prove sensoriali e la verifica dei prezzi unitari, franco azienda, costituiscono i parametri in base ai quali definire l’assegnazione delle medaglie oro, argento e bronzo ai vini delle categorie vini rossi fermi, vini bianchi. Sono previste assegnazioni di Menzioni Speciali ai vini moscato e rosato.

20 maggio 2010 PERFORMANCE DEI GRAN CRUS DELLA CAMPANIA A " VITIGNO ITALIA"

A Castel dell’Ovo, in un contesto architettonico unico al mondo lambito dal mare del Golfo di Napoli, 300 aziende vinicole italiane ed estere hanno presentato le migliori produzioni della campagna enoica 2009-2010.

Incantati dallo straordinario connubio tra gli archi e le sale di Megaride e le Isole dirimpettaie di Capri ed Ischia e dalle magie Flegree, decine di migliaia di visitatori hanno colto l’opportunità di degustare i vini a denominazione della Campania che lo “scenario ha reso esaltanti ed equilibrati. Una emozione dentro l’altra”.

Vitigno Italia cresce con soddisfazione di Chicco De Pasquale, gran patron  dell’evento, assumendo la leaderschip degli appuntamenti di settore nell’intero Mezzogiorno. Aurelio Tommasetti, Presidente dell’Osservatorio dell’Appennino Meridionale, consorzio tra Regione Campania e Università degli Studi di Salerno, ha compiuto ogni possibile sforzo per facilitare l’ingresso della degustazione dei “Crus dell’Appennino Meridionale” nel programma ufficiale dellla manifestazione, col buon esito di vedersi riconosciuta la possibilità di coprire lo spazio conclusivo della rassegna, attuando una sinergia tecnica con i sommelier dell’AIS di Napoli,C aserta e Benevento che hanno guidato una degustazione mirata dei nuovi crus 2010 di Terra di Lavoro e del Sannio-Beneventano.

21 i calici presentati dai professionisti sensoriali, eccezionali le valutazioni organolettiche, del tutto lusinghieri i riscontri del gran pubblico presente all’evento introdotto dal prof.Tommasetti con un ampia prospettiva sui nuovi programmi dell’Osservatorio.

Molto apprezzata la relazione tecnica di Raffaele Beato, Direttore dell’Osservatorio e ideatore della performance sui Crus dell’Appennino Meridionale. Di gran livello il confronto con gli operatori dell’informazione che hanno rivolto a Beato numerose domande sullo stato del progetto alla luce del recente Convegno Internazionale sui Vini di Collina e Montagna tenuto a Castiglione di Sicilia.

18 maggio 2010 Evento a Vitigno Italia

DEGUSTAZIONE GUIDATA DALL'AIS: a confronto 21 Crus del Sannio-Beneventano e di Terra di Lavoro testimoni di vigne opime e casolari ospitali.Performace - sinergia tra OSSERVATORIO DELL'APPENNINO MERIDIONALE e REGIONE CAMPANIA- ASSESSORATO AGRICOLTURA - SESIRCA.

Napoli, Castel dell'Ovo, ore 17.00 - 18.30.

Saranno presenti i Produttori con " Storie di Viti e di Vite".

Consorzio Osservatorio Appennino Meridionale: Le Radici del Vino, i Crus dell’Appennino campano - Sannio Beneventano e Terra di Lavoro. L’iniziativa si avvale della guida dell’A.I.S. e delle 21 Aziende selezionate con l’ausilio dell’Assoenologi - Sezione Campania -  e del Centro regionale di Competenza Agroalimentare operante nel Campus dell’Università degli studi di Salerno. La degustazione guidata, presieduta dal prof. Aurelio Tommasetti presidente Osservatorio, sarà preceduta da brevi interventi a cura di: Chicco De Pasquale Presidente Vitignoitalia, Rappresentante dell’Assessorato Regionale Agricoltura, Raffaele Beato dell’Osservatorio Appennino Meridionale.

La degustazione a Vitigno Italia precede il confronto qualità - prezzo, evento sinergico tra l'OSSERVATORIO DELL'APPENNINO MERIDIONALE ed ENOHOBBY club di Napoli. Il giorno 28 maggio presso la sede del quotidiano "Il Denaro", in piazza dei Martiri a Napoli, saranno premiati i vini "CRUS dell'Appennino", vincitori del confronto qualità - prezzo. Seguirà una tavola rotonda sul tema "Qualità e prezzo in rapporto alla domanda sul mercato interno ed estero", coordinatore Raffaele Beato.

Parteciperanno Giorgio Donsì del Prodal dell'Università degli studi di Salerno, Aurelio Tommasetti del Dipartimento di Economia aziendale dell'Università degli studi di Salerno, Manuela Piancastelli giornalista enogastronoma e Giancarlo Moschetti dell'Università degli studi di Palermo.

Conclusioni di Alfonso Ruffo, direttore de  "Il Denaro".

11 - 14 maggio 2010 - CATANIA: I CRUS DELL'APPENNINO AL 3° CONGRESSO INTERNAZIONALE DEL CERVIM

Quattro giorni di comunicazioni tecniche, di confronti e di sintesi condivise dai rappresentanti della vitivinicoltura italiana e  da quella delle delegazioni di 11 Paesi produttori di vini di montagna.

Nel complesso dell’Hotel  Resort “Golf Club” di Castiglione di Sicilia il Cervim, Centro di Ricerche dei Vini di Montagna, ha posto privilegiato le tematiche connesse al riconoscimento e alla valorizzazione della vitivinicoltura di montagna aprendo nuovi varchi per la diversità dei vini ottenuti in territori difficili connotati da forti pendenze, asperità, terrazzamenti, sistemi colturali propri di una vitivinicoltura “eroica” che coniuga valorizzazione di vini esclusivi e territori suggestivi.

Francois Stevenin, presidente Cervim, ha presentato l’ultimo documentario di Ermanno Olmi in cui viti e vite sono assolutamente interdipendenti nella comune missione di modellare il territorio e i destini dei vignerons.

Dal dibattito è emersa l’urgenza di tutela e valorizzazione dei vigneti “di quota”, di riconoscere la loro diversità, l’eccellente qualità dei vini prodotti,la valenza dell’effetto di trascinamento sulle attività indotte così come nello sviluppo economico di interi territori.

Alla stregua di quanto realizzato dall’Osservatorio dell’Appennino, il Presidente del Comitato Scientifico del Cervim, Francois Mourisier, ha proposto un regolamento per la gestione di un marchio di identità dei vini montani in linea con parametri di garanzia, vincolanti per le aziende e forieri di certezze per gli appassionati del vino.

Alla presenza del dirigente del Ministero dell’Agricoltura, dr. Alessi, degli Accademici delle Università di Milano, Catania, Palermo, Potenza, Napoli e alle delegazioni di 11 Paesi grandi produttori, Raffaele Beato, direttore dell’Osservatorio - a nome del Presidente Prof. Aurelio Tommasetti - ha ringraziato il management del Cervim e dell’OIV per l’attenzione dedicata al progetto “Alle Radici del Vino: i Crus dell’Appennino Campano” la cui presentazione ha suscitato notevoli consensi.

L’intervento di Beato ha seguito quelli del Comm. Rallo, patron di Donnafugata e dell’On Giuseppe Castiglione, europarlamentare e Presidente della ospitante Provincia di Catania.

Il Congresso si è concluso con i documenti-sintesi dei tre Presidenti delle Sessioni in cui si è articolato il congresso.

Di seguito riportiamo un abstract dell’intervento di Raffaele Beato.

Abstract Progetto Crus presentato a Catania

Alle radici del vino: i Crus dell’Appennino Campano

di R. BEATO

Consorzio Osservatorio dell’Appennino Meridionale - Via ponte Don Melillo - 84084 Fisciano - Tel. 089 962704 – Fax. 089 962101 - e-mail direttore.appennino@unisa.it

La recente adesione al CERVIM dell’Osservatorio dell’Appennino Meridionale (Consorzio tra Regione Campania, Università di Salerno e UNCEM) costituisce la risultante di un ampio confronto circa l’importanza strategica dell’Appennino, sia dal punto di vista naturalistico che economico-sociale.

In Campania l’areale appenninico occupa quasi due terzi del territorio regionale, alimenta il 76% delle attività zootecniche ed esprime il 68% delle produzioni tipiche a marchio collettivo dell’intera regione.

L’analisi dei dati rilevati con una serie di monitoraggi ha messo in luce una realtà nuova in aperta controtendenza rispetto agli elementi di crisi strutturale delle aree di piano.

Se il meridionalismo di un tempo etichettava gli areali pedemontani e montani come “zona dell’osso” la concreta realtà, pur evidenziando l’urgenza di interventi infrastrutturali e di servizio, mostra un Appennino, quello campano in particolare, attivamente impegnato in un crescente sviluppo economico fatto di interazioni tra attività agricola, silvo-pastorali, dell’artigianato, dell’ospitalità diffusa e di un rinnovato impegno nei confronti del patrimonio rurale, sia esso pubblico che privato.

È in questa rete di sinergie che ha trovato un ruolo di ambasciatore il vino del territorio, quale attrattore di spesa, prodotto-bandiera della riscoperta enogastronomica delle antiche civiltà rurali. Ai flussi crescenti che, con sempre maggiore frequenza, scelgono di vivere l’Appennino, si devono risposte pari alle attese: salubrità dei luoghi, cortese ospitalità, suggestioni della cultura rurale che hanno bisogno di un comune denominatore costituito dalla più alta qualità di ciò che si offre.

Si è indagato sul vino campano onusto di una tradizione di 3000 anni, sono stati controllati i trend di consumo, l’entità del gradimento dei vitigni autoctoni, i disciplinari delle D.O.C. e si è avuto la conferma che la qualità attesa non può essere oggetto di una burocratica certificazione retta da controlli a maglie larghe.

Tra il 2008 e il 2010 nasce e prende corpo un progetto per i vini di alta collina e di montagna i “CRUS dell’Appennino Meridionale”, i cui parametri vengono mutuati da quelli indottati dal CERVIM. Si indaga sulla “viticoltura eroica”, sui vigneti terrazzati, su quelli ultracentenari, sulle vigne delle isole, sui pendii dove si raccoglie a rischio. Entrano nel progetto i vini di Capri, Ischia, del Vesuvio, della Costa d’Amalfi e della costa Sorrentina. Da queste vigne saranno selezionati i “CRUS” che si avvarrano del logo “Appenninodivino”. Sono uve vinificate in purezza, rigorosamente autoctone e da unica vigna rintracciabile. Sono stati poi fatti i controlli ai registri di cantina, verificata la provenienza delle partite delle uve vinificate e stoccate in contenitori a parte. Il prelievo dei campioni è stato effettuato con assoluta casualità.

La seconda fase ha visto i tecnici dell’Assoenologi impegnati in analisi sensoriali alla soglia minima degli 85/100, superata  la quale i campioni sono stati esaminati dai ricercatori del Centro Regionale di Competenza Agroalimentare dell’Università di Salerno. Oggi l’alta qualità dei vini di quota della Campania può esibire una meticolosa certificazione di qualità, una vera e propria “impronta digitale”.

Altre regioni si candidano a beneficiare del Progetto realizzato in Campania, Basilicata e Molise sono già ai nastri per i primi monitoraggi in azienda.

È una bella impresa quella condotta dall’Osservatorio dell’Appennino Meridionale, forse il socio più giovane del CERVIM, il cui Congresso Internazionale costituisce una felice circostanza per divulgare i contenuti, i pregi, i limiti. In breve, per confrontarsi.

8 aprile 2010 Vinitaly 2010

Anche quest'anno l'Osservatorio è presente al Vinitaly 2010.

Confronto con le aziende e gli operatori del settore: “I Crus dell’Appennino campano risultati di un metodo selettivo sperimentato ai fini di un progetto di livello regionale.”

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19 marzo 2010 Progetto "Le Radici del Vino: I CRUS dell'Appennino Campano"

Con l’esito delle analisi fisico-chimiche elaborate dal Centro di Competenza Agro alimentare (Prodal) dell’Università degli Studi di Salerno, si è conclusa l’ultima fase del progetto per il definitivo riconoscimento dei vini CRUS e l’inserimento degli stessi nella categoria “ Vini Ottimi” prodotti negli areali della provincia di Caserta e del Sannio-beneventano. Si ribadisce che come già osservato nella edizione “Crus dell’Appennino Campano 2009” per le produzioni enoiche di Avellino, Napoli e Salerno, anche la fase 2010 implementata per le provincie di Benevento e Caserta, costituisce la risultante di un meticoloso e severo procedimento di selezione qualitativa introdotto dal Progetto sostenuto dall’Assessorato Ragionale Agricoltura della Campania. Il progetto “Le radici del Vino: dell’Appennino campano”, rappresenta uno dei livelli più alti di garanzia della qualità per gli appassionati dei vini autoctoni della Campania, infatti, con la con la conclusione del progetto, i nuovi Crus potranno esibire una tracciabilità reale della provenienza delle uve, la loro origine da vigneto identificato, la vinificazione in purezza. E’ stato programmato per il giorno 19 marzo 2010 alle ore 10.00 presso l’Aula delle Conferenze dell’Osservatorio dell’Appennino Meridionale – (Università di Salerno, via Ponte Don Melillo) - la CERIMONIA DI PROCLAMAZIONE UFFICIALE dei grandi vini della Campania che potranno fregiarsi della denominazione di CRUS DELL’APPENNINO col marchio APPENNINODIVINO, quindi la consegna degli attestati ed il logo, che rappresentano una vera e propria carta d’identità, una sorta di impronta digitale del vino, di cui le Aziende produttrici potranno usufruire.

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22 febbraio 2010 Comunicato stampa: I Crus dell'Appennino al Congresso Internazionale del CERVIM

Congresso internazionale Vini di Montagna.

Il  Comitato Scientifico del III Congresso Internazionale sulla Viticoltura di Montagna, riunitosi a Castiglione di Sicilia (CT), ha scelto il Progetto “ Le Radici del Vino: i Crus dell’Appennino Campano e Meridionale” per una relazione da presentare alla Sezione III “Proposte di sviluppo e esempi di successo della viticoltura di montagna e in forte pendenza dal punto di vista tecnico, ambientale, economico, culturale, turistico”, in cui saranno presenti esperti e produttori di Spagna, Portogallo, Francia e Irlanda.
Relatore Raffaele Beato, Direttore dell’Osservatorio dell’Appennino Meridionale, organismo partecipato dalla Regione Campania e dall’Università degli Studi di Salerno.
Aurelio Tommasetti, Presidente dell’Osservatorio, ha espresso piena soddisfazione circa l’autorevole riconoscimento per il lavoro prodotto, auspicando una crescente integrazione tra l’azione dell’Assessorato Regionale per l’Agricoltura e l’Università degli Studi di Salerno. “Il rinnovato interesse per le attività dell’Osservatorio – ha aggiunto Tommasetti – costituisce un buon viatico per l’integrazione di progetti di sviluppo con le altre Regioni del Mezzogiorno, così traducendo in attività concrete i compiti istituzionali di un organismo pienamente meridionale”.

5 febbraio 2010 Impresa familiare e passaggio generazionale: un focus sul comparto vitivinicolo - Battipaglia

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3 febbraio 2010 Comunicato stampa esiti degustazione Crus 2010

Con la seduta di degustazione sensoriale condotta dai tecnici  dell'Assoenologi-Sezione Campania, si è conclusa la prima fase di preselezione dei 29 vini,14 della provincia di Caserta e 15 del Sannio-beneventano, candidati all'inserimento nella categoria "Vini ottimi".

Al termine di una severa valutazione delle commissioni tecniche impegnate dall'Osservatorio dell'Appennino Meridionale, hanno superato la soglia degli 85/100, 21 vini ma, anche i nove esclusi, si sono collocati  ben al di sopra degli 80 punti.

Come già registrato nella edizione "Crus dell'Appennino Campano 2009" per le produzioni enoiche di Avellino, Napoli e Salerno, anche la fase 2010 sta confermando l'eccezionale rigore e la validità del metodo di selezione qualitativa introdotto da Raffaele Beato .

All'autoreferenza qualitativa si sostituisce il rigore scientifico del progetto "Le radici del Vino: i crus dell'Appennino campano", il livello più alto delle garanzie per gli appassionati del vino autoctono della Campania che, dopo le analisi fisico-chimiche del Centro di Competenza Agro alimentare (Prodal) dell'Università degli Studi di Salerno, potranno esibire una  tracciabilità reale della provenienza delle uve, la individuazione della vigna, la vinificazione in purezza.

Finalmente i grandi vini della Campania potranno fregiarsi della denominazione di CRUS DELL'APPENNINO col marchio APPENNINODIVINO sostenuto da una vera e propria carta d'identità, una sorta di impronta digitale del vino.

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28 gennaio 2010 Crus dell'Appennino campano: Benevento e Caserta

Rinnovato impegno dell'Osservatorio Appennino Meridionale nel campo della valorizzazione della vitivinicultura della Campania.

Grazie al sostegno tecnico ed organizzativo del SeSirca - Assessorato Agricoltura Regione Campania - il progetto "ALLE RADICI DEL VINO: I CRUS DELL'APPENNINO CAMPANO" dopo la sezione dei "CRUS" delle province di Avellino, Napoli e Salerno, interesserà 29 vini (6 bianchi e 23 rossi) prodotti dalle aziende del beneventano e del casertano.

La strategia del progetto mira a conferire il logo "Appennino divino" ai vini dell'eccellenza enoica caratterizzati da vinificazioni in purezza, vigna identificabile e indubbia collocazione in areali vitivinicoli dell'Appennino Campano.

La segreteria tecnica del progetto ha organizzato per giovedì 28 gennaio c.a. con l'Assoenologi e l'autorevole direzione di Giuseppe Martelli, la fase di degustazione dei campioni pre - selezionati con il metodo internazionale francese alla soglia di 85/100, impegnando due commissioni di valutazione con incroci dei risultati.

La degustazione sarà realizzata presso la sala delle conferenze dell'osservatorio nel Campus universitario di Fisciano (Sa).

L'evento è propedeutico alla fase finale in cui il Centro di Competenza Agroalimentare della Campania (PRODAL), dell'Università di Salerno, procederà all'esame fisico - chimico dei vini migliori e alla certificazione della loro tracciabilità.